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Quella inconfondibile luce della controra
Quella inconfondibile luce della “controra”

Era una caldissima giornata di agosto, il sole era accecante e per strada non si vedeva nessuno. A cavallo dell’ora di pranzo iniziavano i preparativi. Lui emozionato, circondato dall’affetto esplosivo dei familiari, si apprestava a vestirsi cercando di non sgualcire l’elegante abito grigio scuro.

Lei raggiante, sorridente, allegra e tesa allo stesso tempo, si lasciava truccare e acconciare i capelli con la tipica luce soffusa delle prime ore pomeridiane in Calabria, quelle della cosiddetta “controra”, quando le persiane vengono serrate per tre quarti, con lo scopo di consentire a un filo di luce di entrare, tentando però di bloccare il caldo afoso di agosto. Era una luce particolare quella. Richiamava a radici profonde, tradizioni, unioni forti e sentimenti terreni. Quella luce raccontava di loro. Coppia concreta, unita ormai da una vita, capace di superare gli ostacoli senza mai lasciarsi la mano. Una coppia profondamente convinta, ricca di propositi scevri da inutili orpelli. Loro volevano trascorrere la loro vita insieme e questa volontà volevano suggellarla di fronte a Dio. 

Ed ecco arrivato il momento tanto atteso. Una chiesa romantica e immersa nel bosco di pini marittimi, gli invitati insieme allo sposo ad attendere lei di fronte all’ingresso, così come vuole la tradizione dell’imponente ed emozionante Rito Greco-Ortodosso, per onorare le radici di lei…splendente nel suo raffinato abito bianco, il pizzo francese accarezzava le sue curve mediterranee. Bellissima e fiera arriva da lui, con il suo profumatissimo bouquet di rose inglese tra le mani. Accompagnata da un padre visibilmente emozionato.

Insieme, come da sempre sono abituati a fare, percorrono la navata ed inizia la cerimonia. 

Ma è in un preciso istante che vidi l’espressione di quei due cuori visibilmente uniti per l’eternità… l’incrocio delle corone nuziali, imprescindibile simbolo di quella cerimonia con radici tanto forti. 

Il loro sguardo si abbassò, contemporaneamente, quasi a voler simulare un inchino. Inginocchiati di fronte all’altare, si fecero cingere il capo dai loro testimoni con in mano quelle coroncine così delicate nell’aspetto e significative nello scopo, unite da un nastro di delicato raso di seta bianco. E così i due sposi alzarono lo sguardo e si guardarono negli occhi. Erano pochi istanti, ma in quei secondi riuscii a vedere molto. Loro si stavano dicendo sì in una lingua tutta loro. Si stavano giurando amore eterno perdendosi nello sguardo che conoscevano meglio di qualunque altra cosa al mondo. Loro, insieme da una vita, non temevano il tempo e non temevano la normalità che tutti rifuggono. Loro erano normali e volevano cose normali. E nella profonda consapevolezza di quel sentimento più puro, stavano velatamente gridando al mondo che non c’è modo più bello di vivere un amore, che nella maniera più normale, concreta e naturale possibile.

Amatevi, amatevi tanto e oltre ogni cosa, amatevi e fate in modo che questo sentimento così totalizzante si dirami in tantissime solide e stabili radici nel terreno fertile della vostra vita. Fate in modo di crescere floridi e di accettare di buon grado il sole quanto la pioggia, il vento quanto la quiete. Restate insieme e crescete, immersi da innumerevoli e vivide foglie!

Foto Wedsign